Oggi sopporterete questo mio grido solitario di dolore.
Il compagno di mille avventure e viaggi, che ormai da due anni mi scortava nelle mie scorribande internettiane - la peggiore di tutte certamente questo blog che, dovete sapere, scrivo quasi esclusivamente dal mio netbook - si è spento. Tra lancinanti grida di dolore, cigolii da far tremare la spina dorsale al più burbero dei machi, e incoraggiamenti più o meno velati all'eutanasia - "Tappami Levante, tappami" mi sussurrava nel buio della notte - ho desiderato ardentemente, per il suo bene, la fine.
Led rosso, pulsante sull'off, e il mio router wifi non c'è più. Sono solo.
Certo, le necessità impellenti mi hanno costretto a sostituirlo con uno nuovo, uno di questi di nuova generazione, tutto muscoli e addominali, brache calate, maglietta attillata e mutanda firmata ostentata.
Veloce come il vento e predisposto per ogni lazzo e vezzo che un affranto signore come me possa desiderare.
Ma non sarà mai più come prima.
Vi lascio, a mo' di epitaffio, con una frase tratta da 'Suttre' del grande Cormac McCarthy a proposito della sua città natale: "Solo le forme primitive sopravvivono"...
Ahimè, non sempre ha ragione lui
J_One
martedì 16 febbraio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Best of 2009
Chiariamoci subito su un fatto fondamentale: odio le classifiche. Ergo, questa non è una classifica, in alcun modo.
Sono solo delle segnalazioni che mi sento di fare in quanto queste 'letture', sempre intese nell'ampia accezione che io assegno al termine, mi hanno colpito.
Sottolineo anche che questa è una lista di cose che io ho letto nel 2009, non cose pubblicate nel 2009, e c'è una bella differenza.
Dunque, iniziamo la rumba delle cose notevoli:
1) facile facile: L'ultimo vero bacio di James Crumley, ne ho parlato qui
2) Cime tempestose: ebbene si, l'ho letto solo questa estate, tra i tripudi delle mie amiche cresciute a pane e classici - i maligni dicono che l'ho fatto solo per quello. Ah, io sono maligno...
Che dire, Heathcliff ti entra nel cuore dalla prima pagina e non ti molla fino all'ultima, e chi di voi maschietti non ha mai incontrato la sua Catherine? Impossibile non soffrire delle sciagure di questo uomo capace di sentimenti così possenti e definitivi.
Lancio una provocazione, ma neanche tanto tale: il romanzo è bellissimo, ma il mio gusto rifugge tutte quelle frasi arzigogolate tipiche dei classici. Mi sono immaginato la stessa storia raccontata, che so, da un Cormack McCarthy e allora mi sono venuti i brividi veramente, 100 pagine di meno e il romanzo una stilettata al cuore!
3) Oltre il nido dell'acquila, racconto di Alastair Reynolds: ne ho accennato brevemente qui
4) la prefazione di La struggente storia di un formidabile genio, di Dave Eggers: ragazzi, questo è un capolavero vero e proprio, la prefazione intendo. Eggers a ruota libera, 30 pagine di delirio puro e semplice sorretto da una scrittura magistrale. Fidatevi!
5) Vedi di non morire, strampalatissimo romanzo d'esordio di Josh Hazell: lo segnalo non tanto perchè sia un capolavoro - non lo è - quanto perchè è divertentissimo. E' un noir, una sorta di torbidissimo incrocio tra un hardboiled e un serial medico, tipo Dr. House o Grey's Anatomy. Se detta così vi fa rimanere basiti, è perchè lo rimarrete
6) Il mercante e il portale dell'alchimista, di Ted Chiang: è il primo racconto di Chiang che ho letto, e adesso ho capito perchè qualunque racconto che scrive vince premi a mani basse. Questa è una storia d'amore esotica, dolcissima e personalissima travestita da paradosso temporale, e vi assicuro non vi resterà indifferente. Di Chiang parlerò in seguito, non appena riuscirò a terminare la sua meravigliosa antologia Storie della mia vita, che raccoglie quasi tutto quello che ha pubblicato
7) Come ladro di notte, romanzo di fantascienza italiana scritto da M.A: Miglieruolo. Mai visto, nella mia vita di lettore, un libro con così tanti difetti tenermi incollato alla pagina. Da tanti punti di vista è un mattone terribile, è un romanzo completamente impostato su vari problemi filosofici e teologici e, come tale, non sempre scorre adeguatamente. Inoltre, scritto a fine anni '60, soffre - o beneficia, a seconda dei punti di vista - di una fortissima sperimentazione sul linguaggio. Il risultato è un qualcosa di letteriamente unico, potrà piacervi o potrete odiarlo, ma mai vi resterà indifferente. A me, nonostante i moltissimi difetti, è piaciuto molto.
Segnalazione fuori concorso: sto leggendo, per quanto sia possibile usare questo verbo, Contro il giorno di Thomas Pynchon. Ho terminato la prima parte, circa 130 pagine e quindi circa un decimo del libro.
Invito tutti a recuperare l'ultimo Pulp libri e leggersi uno stupefacente articolo di Umberto Rossi che recensisce - avete capito bene, recensisce! - questo ennesimo mostruoso parto di Pynchon.
Il mio commento è uno solo: la fine della letteratura. Non capisco come si possa pensare di poter scrivere qualcosaltro quando ci sono cose come Contro il giorno in giro. La mente che l'ha partorito può essere considerata 'umana' nello stesso modo in cui un australopiteco potrebbe considerare 'australopitetico' un essere umano di oggi.
Pynchon è intellettualmente un secolo avanti a tutti noi, e dobbiamo farcene una ragione.
Buone letture!
Sono solo delle segnalazioni che mi sento di fare in quanto queste 'letture', sempre intese nell'ampia accezione che io assegno al termine, mi hanno colpito.
Sottolineo anche che questa è una lista di cose che io ho letto nel 2009, non cose pubblicate nel 2009, e c'è una bella differenza.
Dunque, iniziamo la rumba delle cose notevoli:
1) facile facile: L'ultimo vero bacio di James Crumley, ne ho parlato qui
2) Cime tempestose: ebbene si, l'ho letto solo questa estate, tra i tripudi delle mie amiche cresciute a pane e classici - i maligni dicono che l'ho fatto solo per quello. Ah, io sono maligno...
Che dire, Heathcliff ti entra nel cuore dalla prima pagina e non ti molla fino all'ultima, e chi di voi maschietti non ha mai incontrato la sua Catherine? Impossibile non soffrire delle sciagure di questo uomo capace di sentimenti così possenti e definitivi.
Lancio una provocazione, ma neanche tanto tale: il romanzo è bellissimo, ma il mio gusto rifugge tutte quelle frasi arzigogolate tipiche dei classici. Mi sono immaginato la stessa storia raccontata, che so, da un Cormack McCarthy e allora mi sono venuti i brividi veramente, 100 pagine di meno e il romanzo una stilettata al cuore!
3) Oltre il nido dell'acquila, racconto di Alastair Reynolds: ne ho accennato brevemente qui
4) la prefazione di La struggente storia di un formidabile genio, di Dave Eggers: ragazzi, questo è un capolavero vero e proprio, la prefazione intendo. Eggers a ruota libera, 30 pagine di delirio puro e semplice sorretto da una scrittura magistrale. Fidatevi!
5) Vedi di non morire, strampalatissimo romanzo d'esordio di Josh Hazell: lo segnalo non tanto perchè sia un capolavoro - non lo è - quanto perchè è divertentissimo. E' un noir, una sorta di torbidissimo incrocio tra un hardboiled e un serial medico, tipo Dr. House o Grey's Anatomy. Se detta così vi fa rimanere basiti, è perchè lo rimarrete
6) Il mercante e il portale dell'alchimista, di Ted Chiang: è il primo racconto di Chiang che ho letto, e adesso ho capito perchè qualunque racconto che scrive vince premi a mani basse. Questa è una storia d'amore esotica, dolcissima e personalissima travestita da paradosso temporale, e vi assicuro non vi resterà indifferente. Di Chiang parlerò in seguito, non appena riuscirò a terminare la sua meravigliosa antologia Storie della mia vita, che raccoglie quasi tutto quello che ha pubblicato
7) Come ladro di notte, romanzo di fantascienza italiana scritto da M.A: Miglieruolo. Mai visto, nella mia vita di lettore, un libro con così tanti difetti tenermi incollato alla pagina. Da tanti punti di vista è un mattone terribile, è un romanzo completamente impostato su vari problemi filosofici e teologici e, come tale, non sempre scorre adeguatamente. Inoltre, scritto a fine anni '60, soffre - o beneficia, a seconda dei punti di vista - di una fortissima sperimentazione sul linguaggio. Il risultato è un qualcosa di letteriamente unico, potrà piacervi o potrete odiarlo, ma mai vi resterà indifferente. A me, nonostante i moltissimi difetti, è piaciuto molto.
Segnalazione fuori concorso: sto leggendo, per quanto sia possibile usare questo verbo, Contro il giorno di Thomas Pynchon. Ho terminato la prima parte, circa 130 pagine e quindi circa un decimo del libro.
Invito tutti a recuperare l'ultimo Pulp libri e leggersi uno stupefacente articolo di Umberto Rossi che recensisce - avete capito bene, recensisce! - questo ennesimo mostruoso parto di Pynchon.
Il mio commento è uno solo: la fine della letteratura. Non capisco come si possa pensare di poter scrivere qualcosaltro quando ci sono cose come Contro il giorno in giro. La mente che l'ha partorito può essere considerata 'umana' nello stesso modo in cui un australopiteco potrebbe considerare 'australopitetico' un essere umano di oggi.
Pynchon è intellettualmente un secolo avanti a tutti noi, e dobbiamo farcene una ragione.
Buone letture!
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